Midland, MI - August 31, 2006
The Dow Chemical Company ha annunciato oggi che chiuderà alcuni impianti produttivi nel mondo per far fronte alla necessità di recuperare competitività a livello globale.
A seguito di tale decisione che comprende altre attività di ottimizzazione, la società prevede un impatto di circa 550 - 650 milioni di Dollari sui risultati del terzo trimestre per costi legati a indennità e dismissione degli impianti.
“Uno dei fattori chiave per il successo a lungo termine è l’impegno nel mantenere la disciplina finanziaria e un basso costo di servizio” ha spiegato Andrew N. Liveris, Chairman e Chief Executive Officer di The Dow Chemical Company.
“Questo impegno comporta una continua attenzione per il recupero di efficienza e competitività da parte di tutti i Business in ogni area geografica, sia nei periodi positivi che in quelli meno favorevoli. L’annuncio di oggi dimostra l’impegno della società a gestire con continua attenzione le proprie attività di business” ha affermato Liveris.
Una volta attuati, questi interventi consentiranno alla società una riduzione dei costi strutturali pari a circa 160 milioni di Dollari l’anno.
Liveris ha riconosciuto la comprensibile preoccupazione per l’impatto di tali decisioni sui dipendenti e sulle comunità locali.
“Ci impegneremo a individuare soluzioni volte a ridurre l’impatto di questa decisione sui dipendenti, le loro famiglie e le comunità locali e valuteremo ogni opportunità per ridurre al minimo le conseguenze causate da queste decisioni” ha affermato Liveris.
Le chiusure più significative riguardano gli impianti Dow di Sarnia e Fort Saskatchewan in Canada e l’impianto per la produzione di toluendiisocianato (TDI) di Porto Marghera.
A seguito delle valutazioni effettuate sui quattro business che gestiscono lo stabilimento di Sarnia (Ontario), è stato deciso che tutte le attività produttive cesseranno entro la fine del 2008. Questo, a fronte della recente sospensione dell’approvvigionamento di etilene attraverso la Cochin Pipeline che ha evidenziato una serie di problematiche legate a efficienza e sostenibilità a lungo termine degli impianti stessi. Di conseguenza:
- L’impianto di polietilene a bassa densità verrà chiuso nelle prossime settimane;
- La produzione di polistirene terminerà entro la fine di quest’anno;
- La produzione di lattice terminerà entro la fine del 2008;
- La produzione di polioli cesserà entro la fine del 2008.
Gli impianti Cloro-alcali e Dicloroetano di Fort Saskatchewan chiuderanno entro la fine di ottobre 2006. La decisione è scaturita dalle elevate spese in conto capitale che sarebbero necessarie per il funzionamento a lungo termine degli impianti costruiti 27 anni fa, un investimento non giustificabile considerate le previsioni di ritorno.
La società intende inoltre dismettere alcune tecnologie che ritiene superate e cancellare alcune spese in conto capitale legate a progetti non più strategici.
Per quanto riguarda Porto Marghera, la società ha deciso di non riavviare l’impianto per la produzione di toluendiisocianato (TDI) che era in manutenzione programmata dai primi giorni di agosto. La decisione di chiudere con effetto immediato l’impianto TDI è stata determinata dall’eccessiva capacità produttiva disponibile sul mercato a livello globale.
L’impianto Dow di Porto Marghera impiega circa 180 dipendenti. Dow Poliuretani Italia individuerà soluzioni concrete volte a ridurre l’impatto sociale di questa decisione e valuterà opportunità per eventuali trasferimenti in altri impianti, possibilità di prepensionamento e alternative per far fronte a esigenze specifiche, incluso il supporto per l’individuazione di altre opportunità di impiego.
“Negli ultimi tre anni la società ha chiuso a livello globale oltre 50 impianti produttivi ottenendo una significativa riduzione dei costi strutturali e si è focalizzata su investimenti per una crescita a lungo termine – ha affermato Liveris –. L’ottimizzazione delle attività produttive resta al centro della nostra attenzione. Per rimanere competitivi dobbiamo attuare una strategia volta a contenere gli effetti della ciclicità del mercato e sostenere continuamente il conseguimento di risultati positivi”.
Dow è una società chimica con attività di business diversificate che applica scienza e tecnologia per migliorare ogni giorno la qualità della vita. Dow fornisce ai propri clienti in oltre 175 Paesi un’ampia gamma di prodotti e servizi innovativi che permettono di ottenere acqua potabile e alimenti, vernici e imballaggi, prodotti farmaceutici e per l’igiene personale, e molto altro. Nel rispetto del proprio impegno per i principi di sostenibilità, Dow realizza vendite annue pari a 46 miliardi di dollari e impiega 42.000 dipendenti nel mondo. Se non altrimenti specificato, per “Dow” o “società” si intende The Dow Chemical Company e consociate. Per ulteriori informazioni visitate il sito www.dow.com.
The Dow Chemical Company è attiva in Italia dal 1960. La società ha circa 900 dipendenti e 8 impianti produttivi dislocati sull’intero territorio nazionale. Il fatturato nel 2005 è stato di 1.430 milioni di Euro.
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